Lo statuto del contribuente

 

Legge 27 Luglio 2000 n.212 Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente G.U. n.177 del 31.07.2000 in vigore dal 1° agosto 2000 La Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, con sentenza n. 7080 del 14 aprile 2004, ha attribuito allo Statuto natura di “legge rafforzata” dal momento che i principi in esso contenuti costituiscono esplicitazioni generali, in materia tributaria, di norme costituzionali.

Lo Statuto fissa una serie di diritti e garanzie a tutela del cittadino-contribuente che mirano a dare al nostro sistema tributario una maggiore efficacia e civiltà.

È basato sui seguenti principi:

FIDUCIA;

TRASPARENZA;

CORRETTEZZA;

LEALTÀ.

Si compone di 21 articoli.

I più importanti:

Art. 1 – Principi Generali

Art. 2 – Chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie

Art. 3 – Efficacia temporale delle norme tributarie

Art. 4 – Utilizzo del decreto legislativo in materia tributaria

Art. 5 – Informazioni del contribuente

Art. 6 – Conoscenza degli atti e semplificazione

Art. 7 – Chiarezza e motivazione degli atti

Art. 8 – Tutela dell’integrità patrimoniale

Art.10 – Tutela dell’affidamento e della buona fede. Errore del contribuente

Art.11 – Interpello del contribuente

Art.12 – Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali

Art.13 – Garante del contribuente

Art.16 – Coordinamento normativo

Art. 1 – Principi Generali

Le disposizioni dello statuto possono essere modificate o derogate solo espressamente e mai da leggi speciali.

Le norme interpretative tributarie possono essere adottate solo in casi eccezionali e con legge ordinaria che le qualifichi disposizioni di interpretazione autentica

Art. 2 – Chiarezza e Trasparenza

Le leggi che contengono disposizioni tributarie devono menzionare l’oggetto nel titolo; la rubrica e le partizioni interne dei singoli articoli devono menzionare l’oggetto delle disposizioni ivi contenute;

Le leggi che non hanno oggetto tributario non possono contenere disposizioni di natura tributaria, al di là di quelle strettamente inerenti l’oggetto;

I richiami ad altri provvedimenti di natura tributaria devono essere accompagnati dal contenuto sintetico della disposizione cui si rinvia.

Le disposizioni modificative di leggi tributarie devono essere introdotte riportando il testo conseguentemente modificato

Art. 3 – Efficacia Temporale

Le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo (salvo quelle di interpretazione autentica);

Le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata prima del sessantesimo giorno dalla data di entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione previsti; I termini di prescrizione e decadenza per gli accertamenti di imposta non possono essere prorogati;

Art. 4 – Utilizzo del D.L.

Importante norma che esclude il ricorso al Decreto Legge per istituire nuovi tributi o estendere l’applicazione di tributi esistenti ad altre categorie di contribuenti

Art. 5 – Informazioni del contribuente

L’amministrazione finanziaria deve:

Consentire la completa e agevole conoscenza delle norme tributarie anche predisponendo testi coordinati e mettendo gli stessi a disposizione dei contribuenti presso gli uffici;

Assumere idonee iniziative di informazione elettronica per consentire aggiornamenti in tempo reale;

Portare a conoscenza dei contribuenti tutte le circolari e risoluzioni, nonché ogni atto sull’organizzazione, funzioni e procedimenti.

Art. 6 – Conoscenza degli atti

L’amministrazione finanziaria deve:

Assicurare l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati;

Informare il contribuente di ogni fatto o circostanza, da cui possa derivare il mancato riconoscimento di un credito o l’irrogazione di una sanzione, chiedendo di integrare o correggere gli atti già prodotti;

Assumere iniziative volta a garantire che i modelli di dichiarazione siano messi a disposizione in tempi utili in modo che il contribuente possa adempiere le obbligazioni tributarie con il minor numero di adempimenti e nelle forme meno costose e più agevoli;

Invitare il contribuente a fornire chiarimenti prima di effettuare iscrizioni a ruolo che emergono dalle dichiarazioni.

Art. 7 – Chiarezza e motivazione degli atti Gli atti dell’A.F. devono essere motivati.

Se la motivazione fa riferimento ad altri atti non conosciuti o ricevuti dal contribuente, l’A.F. deve, a pena di nullità, allegare l’atto o ripordurne il contenuto essenziale.

Art. 8 – Tutela dell’integrità patrimoniale

L’obbligazione tributaria può essere estinta anche per compensazione

Art. 10 – Tutela dell’affidamento e della buona fede

I rapporti tra fisco e contribuente sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede (inteso come criterio di correttezza nel comportamento sia dell’A.F. che del contribuente).

Le sanzioni non si applicano per le violazioni:

conseguenti ad applicazione di norme tributarie incerte;

meramente formali senza debito d’imposta.

Inoltre, l’inapplicabilità delle sanzioni si ha nel caso in cui l’errore è causato da indicazioni, ritardi, omissioni o errori dell’A.F.

Art. 11- Interpello del contribuente

Ciascun contribuente può inoltrare per iscritto all’A.F. circostanziate e specifiche istanze di interpello concernenti:

1. Applicazione di disposizioni tributarie;

2. Casi concreti e personali;

3. Ove si siano obiettive condizioni di incertezza (l’A.F. non ha fornito alcuna soluzione interpretativa in casi analoghi o le disposizioni sono equivoche, ammettendo interpretazioni diverse).

Se l’istanza sulla stessa questione viene formulata da un numero elevato di contribuenti, l’A.F. può dare una risposta collettiva con circolare o risoluzione.

Art. 11 – Interpello del contribuente

Conseguenze:

Obbligo dell’A.F. di rispondere entro 120 giorni dalla data di presentazione dell’istanza e dall’eventuale richiesta di documenti integrativi per iscritto o motivando.

Successivamente ai 120 gg l’A.F. può comunicare al contribuente una nuova risposta in rettifica.

In questo caso:

1. Se il contribuente ha posto in essere il comportamento prospettato, non può essere contestato;

2. Se invece non l’ha ancora posto in essere, l’A.F. sarà legittimata a recuperare la maggiore imposta, ma senza l’irrogazione di sanzioni.

La risposta dell’A.F. vincola solo per il caso concreto e solo per il richiedente;

Se l’A.F. non risponde, concorda con l’interpretazione del contribuente;

Ogni atto emanato dall’A.F. in difformità della risposta è nullo.

Art. 12 – Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali

Accessi, ispezioni e verifiche fiscali nei luoghi destinati all’esercizio di attività devono essere fatti solo in base ad esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo, durante l’orario di esercizio dell’attività, salvo casi eccezionali e urgenti adeguatamente documentati e per un periodo non superiore a 30 gg prorogabili unasola volta.

Art. 12 – Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali

Il contribuente ha diritto:

di essere informato delle ragioni che giustificano la verifica;

di farsi assistere da un professionista,

di chiedere l’esame dei documenti in ufficio o presso il professionista;

di rivolgersi al “garante” per abusi da parte dei verificatori;

di comunicare, dopo il rilascio del p.v. di chiusura, entro 60 gg osservazioni e richieste.

L’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza di detto termine, salvo casi di particolare e motivataurgenza.

Art. 13 – Garante del contribuente

Organo collegiale composto da 3 componenti scelti e nominati dal Presidente C.T.R.

Opera in piena autonomia:

risponde anche sulla base di segnalazioni inoltrate per iscritto dal contribuente che lamenti disfunzioni,

irregolarità o comportamenti suscettibili di inquinare il rapporto di fiducia tra cittadini e fisco;

rivolge richieste di documenti e di chiarimenti agli uffici (che rispondono entro 30 gg);

attiva procedure di autotutela;

rivolge raccomandazioni ai dirigenti degli uffici ai fini della tutela del contribuente e della migliore organizzazione dei servizi;

può accedere agli uffici e controllare la funzionalità dei servizi di assistenza e informazione e l’agibilità degli sportelli aperti al pubblico;

richiama gli uffici al rispetto di quanto previsto in tema di informazione del contribuente e di garanzie in caso di verifiche fiscali, nonché al rispetto dei termini previsti per i rimborsi.

Art. 16 – Coordinamento normativo

Vanno abrogate le norme regolamentari incompatibili e vanno emanati D.Lgs. Recanti disposizioni correttive delle leggi tributarie strettamente necessarie a garantire la coerenza con i principi desumibili dalle disposizioni della presente legge.

Al riguardo:

D.Lgs. n.32/2001 (G.U. n. 53/2001) recante disposizioni correttive di leggi tributarie vigenti;

Circolare n. 77/2001

I Soggetti Passivi d’Imposta

Sono soggetti passivi del rapporto d’imposta coloro che sono sottoposti alla potestà tributaria della pubblica amministrazione e che, quindi, pagano il tributo o, in caso d’inadempimento, subiscono l’esecuzione forzata.

Soggetti passivi possono quindi essere tutti i soggetti di diritto, sia quindi le persone fisiche

sia le persone giuridiche.

Possono rivestire la qualifica di soggetti passivi: coloro che sono cittadini dello Stato, ovunque risiedano;

i non cittadini che si trovano in una certa relazione di carattere personale o economico con lo Stato*.

*Sono relazioni di carattere personale:

Il domicilio;

La residenza;

La dimora (viene presa in considerazione solo per l’applicazione di alcune imposte comunali es. imposta di soggiorno).

Sono invece relazioni di carattere economico:

Il possesso di beni mobili;

Il possesso di beni immobili;

L’esercizio di un’attività commerciale, industriale, agricola o professionale;

Lo scambio di beni e servizi mediante atto giuridico.